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Grotta di Cocceio


LA CRIPTA DETTA “GROTTA DI COCCEIO”

… La costruzione dell’intero complesso delle opere militari rimonta al periodo del conflitto tra Ottaviano Augusto con Sesto Pompeo prima e Marco Antonio poi, per la supremazia nell’Impero nascente di Roma. Tutta la zona fu interessata ai grandi lavori, alle trasformazioni colossali che richiese l’allestimento del portus julius.

A Cocceio, insigne architetto, fu ordinato di eseguire questa lunga galleria, che doveva servire ai rapidi spostamenti dei soldati di Ottaviano dall’uno all’altro capo della penisola cumana, senza essere scorti dal nemico. E’ ancora conservata parte dell’antico vestibolo, adorno una volta di statue, che troneggiavano nelle vaste nicchie, che si allineano oggi vuote sulle pareti di tufo, ma che dovevano essere invece riempite di simulacri marmorei.

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L'interno della Grotta di Cocceio
nel tratto del lago d'Averno

La galleria fu rovinata al tempo delle guerre goto-bizantine. Restano sulle pareti segni del passaggio dei primi cristiani (graffiti una corona e una palma) e dei minatori, che scavarono la galleria (cunei, ascia, piccone: i ferri del mestiere).

Pi¨ gravi danni riport˛ per gli eventi dell’ultima guerra (1940-43) il primo tratto della crypta, che va dall’Averno a Cuma, che poi Ŕ il pi¨ stilisticamente e tecnicamente appariscente.

L'ingresso (non accessibile) della
Grotta di Cocceio sul lago d'Averno

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Questo tratto viene anche chiamato Grotta della pace a ricordo dell’impresa banditesca del capitano spagnolo Pietro De Pace, recatosi dall’Avello a Cuma passando per la crypta di Cocceio e arricchitosi per le spoliazioni effettuate nelle rovine di Cuma antica, ricche ancora di reperti preziosi. Il fatto risale tra la fine del 1508 e gli inizi del 1509.

Gianni RACE (Bacoli Baia Cuma Miseno) Storia e Mito


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