Abbiamo intervistato Fabrizio Pirrello, amministratore della AMPHITRITE, che gentilmente ci ha fornito una serie di informazioni relative ai computer da immersione. Abbiamo parlato di: Design e tecnica costruttiva della cassa dei computer da immersione. Ad oggi le tecniche impiegate nella realizzazione
dei computer da immersione sono fondamentalmente tre: Air filled, Silicon Gel filled, Oil
filled. Proprio perché Cochran utilizza il metodo Air filled , le casse dei suoi computer sono strutturalmente più solide e possono meglio tollerare gli stress in acqua e fuori. Tutte queste cose non possono essere fatte con altro tipo di tecnica costruttiva. Fabrizio ha inoltre aggiunto, a proposito dei computer distribuiti da AMPHITRITE che: Il compartimento delle batterie è isolato dal
resto dell'elettronica ed è realizzato con materiali resistenti alla corrosione. Ci puoi spiegare quali sono i parametri da utilizzare per fornire delle
linee guida per una corretta scelta del computer da immersione? 1) numero di tessuti utilizzati per elaborare i dati; maggiore il numero, maggiore la precisione; sul mercato esistono più computer che lavorano con 12 tessuti 2) facilità di lettura dei dati da display: maggiore la superficie e più grandi i caratteri, migliore la macchina 3) chiarezza nella visualizzazione dei dati: avere in immersione solo ed esclusivamente i dati ad essa relativi (niente dati di superficie) 4) possibilità di sostituire le batterie da parte dell'utente (con batterie facilmente reperibili) 5) periodo di garanzia 6) caratteristiche operative: profondità max, tappa deco più profonda, temperatura che influenza l'algoritmo, lettura della salinità dell'acqua, velocità di risalita che incide su tappe deco, possibilità di agire sul livello conservativo dell'algoritmo, possibilità di personalizzare la macchina alle caratteristiche del suo utilizzatore, definizione dei limiti dell'immersione. Ho visto sul mercato molte versioni Nitrox, qual'è la tua opinione? Attualmente l'uso del Nitrox come miscela da immersione è in crescita. Vedo positivamente questa crescita se accompagnata da adeguata formazione; cioè se la sicurezza nell'immersione aumenta. La risposta logica delle case produttrici è stata la commercializzazione di unità che possono essere utilizzate per immersioni Nitrox. Per chi si accinge all'acquisto di un nuovo computer, suggerisco di guardare alle macchine che hanno la possibilità di variare la percentuale di O2 nella miscela. Cosa pensi di quelle macchine che danno al subacqueo la possibilità di impostare molti parametri d'immersione in acqua attraverso pulsanti? Personalmente mi trovi molto contrario per una serie di motivi legati ad aspetti diversi: 1) l'immersione va programmata a tavolino prima di essere eseguita (consumi di gas, profondità max, tempo di fondo, profilo di decompressione, e scorta gas di sicurezza ); errato andare in acqua e cambiare profilo d'immersione perché tanto c'è il computer che pensa per noi. 2) Costruttivamente parlando occorre considerare che un pulsante è una potenziale via d'acqua. In origine la macchina viene costruita per essere stagna, ma col tempo occorre verificare che la tenuta permanga. E' un concetto molto simile a quello che sconsiglia l'uso del cronografo come orologio da immersione. Ho visto che molti subacquei guardano alla profondità max di utilizzo del computer, -100 m, -150 .Tu cosa ne pensi? Distinguerei tra pressione max a cui la macchina può essere sottoposta per avere un parametro sulla resistenza della macchina stessa e profondità max d'impiego. Ovvio che conviene una macchina in grado di lavorare a pressioni più elevate; altrettanto ovvio è capire che la macchina può essere operativa anche a -200 m ma per il subacqueo ciò non è altrettanto vero (eccezione fatte per miscele diverse dall'aria). Il limite attualmente riconosciuto in ambiente lavorativo e militare è max -50 m per ARA. Come regola di sicurezza per il settore sportivo, mi atterrei a questo limite. Cosa suggerisci al neo brevettato riguardo l'acquisto del primo computer? Con molta obiettività ti dico che sconsiglio al neo subacqueo l'acquisto immediato del computer. Ritengo sia molto formativo effettuare le prime immersioni (diciamo 50) utilizzando a fondo le tecniche di programmazione apprese durante i corsi. Credo sia il sistema migliore per imparare a gestire correttamente l'immersione. La natura umana ci spinge a soluzioni sempre più comode e l'uso del computer fin dalle prime immersioni, quasi sicuramente porterebbe a saltare una fase importante dell'immersione stessa: la programmazione. Paolo Laddomada |