Questa settimana parleremo delle immersioni profonde, ma prima vorrei dare indicazione agli amici subacquei che mi hanno chiesto a chi rivolgersi per avere informazioni dettagliate sui computer. La persona in questione è il dottor FABRIZIO PIRRELLO. Ritornando al nostro argomento, possiamo definire, teoricamente, profonde tutte quelle immersioni che vanno oltre i 18 metri. Precisiamo: le varie agenzie di certificazione classificano il raggiungimento dei 30 metri come limite consigliato per le immersioni sportive, questo perché vi è un aumento dell'effetto della pressione parziale di azoto sul nostro organismo. Alcuni effetti di questo aumento sono la narcosi di azoto e la malattia da decompressione, cose che tutti i subacquei conoscono e che vanno prevenute. Come? Per prima cosa evitare di immergersi oltre i 18 metri se non si è qualificati, considerare sicura un immersione profonda va oltre gli effetti dell'azoto, è infatti uno stato fisico e mentale quindi richiede preparazione che va ottenuta solo frequentando un corso per immersioni profonde. Una seconda classificazione è il DEEP DIVER, cioè quel subacqueo che supera la soglia dei 30 metri raggiungendo il limite massimo per un immersione profonda, 39 metri. Il deep è quel sub che ha raggiunto una certa esperienza nonché è un profondo conoscitore delle attrezzature che raggiungono, per questo tipo di immersione una elevata qualità. Parte fondamentale per una profonda sicura è la pianificazione, cosa spesso (me ne rammarico ma è così) tralasciata. Pianificare una immersone profonda è fondamentale, significa calcolare il proprio consumo d'aria, conoscere la profondità da raggiungere e l'obiettivo da esplorare permettendoti di cambiare se non ti rassicura, tutto questo a vantaggio del tuo livello di comfort e quindi della tua sicurezza. Quindi se vogliamo essere dei "deep" sicuri per noi e per il nostro compagno, prima di affrontare immersioni profonde, rivolgiamoci al nostro istruttore, è lui la persona più indicata per farvi affrontare la "profondità" in modo sicuro. Paolo Laddomada |