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L'Arco Felice Vecchio


Una delle opere che subito colpisce è l’Arco Felice, sotto il quale, al trentesimo miglio scorreva l’antica via Domitiana, che congiungendosi alla via Appia, era l’arteria di comunicazione più rapida con Roma. Si prolungava inoltre, fino a giungere a Pozzuoli e a Napoli, mentre una diramazione minore conduceva a Cuma e a Miseno.

Cuma: Arco Felice Vecchio nel 1800

Arco Felice Vecchio nel 1800

L’Arco Felice è ricavato nel taglio del Monte Grillo, onde poter permettere l’accesso più rapido alla città di Cuma attraverso la Domitiana, il lastricato della quale è ancora oggi perfettamente conservato e costituisce parte integrante del percorrimento stradale e consentire il passaggio sul crinale della collina.

Arco Felice Vecchio oggi

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Si para dinanzi nella sua immensa mole, quasi come un trionfale ingresso alla leggendaria città, ma anziché trovarci di fronte ad un severo spettacolo, ci si appresta ad uno dei più bei scenari del mondo.

La leggenda vuole che chi passando sotto l’arco, baci la propria amata, sarà felice per tutta la vita.

Gianni PICONE “Da Posillipo a Cuma”


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