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LA MATRICE FORMALE NELLA GEOMETRIA DELLE VOLTE Le forme geometriche necessitano di uno strumento di misura che si possa adattare al meglio a quello che è loggetto da misurare, non solo come strumento stesso, ma soprattutto riguardo alle sue unità metriche. Per le schede lunita di misura più
adeguata è il piede romano, non solo in
continuità con le misure del tempo, ma anche per risalire alla misura di progetto in
valori interi. Come generalmente non si progetta una stanza di 3,94 m ma di 3,90m oppure
di 4,00 m, così anche i romani davano misure intere alle loro costruzioni. Nella realtà non lo sono quasi mai in quanto o
lo spesso strato di intonaco falsa la misura o il degrado dei materiali altera la
geometria stessa. Infine bisogna valutare anche eventuali errori di costruzione degli
stessi costruttori romani. Geometria della pianta La geometria della pianta è senzaltro un elemento che determina la forma dalla volta, o della cupola, destinata a coprire quel determinato ambiente. Tuttavia occorre eseguire una lettura geometrica delle strutture di sostegno sotto un duplice aspetto. Il disegno della pianta interna determina essenzialmente la forma dellintradosso della copertura, mentre quello esterno invece, oltre che a darne forma allestradosso, evidenzia le strutture irrigidenti, quali speroni radiali.
La forma interna più ricorrente è quella circolare, di cui due cupole e due volte ad ombrello, tra queste la più antica è quella delle Piccole Terme seguita dal Tempio di Mercurio. Queste piante sono schematizabili da un punto di vista formale come un cerchio inscritto, o circoscritto, ad un quadrato sulle cui diagonali si trovano delle nicchie semicircolari. Attraverso una lettura temporale è possibile notare come dapprima appaiono solo due nicchie, come il caso del laconicum delle Piccole Terme ( Scheda C1) e quello delle terme di Via Terracina a Napoli, poi i laconici delle terme di Pompei ed Ercolano con quattro nicchie, quindi il Tempio di Mercurio e quello di Venere. Dubbie invece sono le nicchie del Tempio di Diana, di cui si hanno notizie solo dai vecchi rilievi. La geometrizzazione della pianta in alcuni casi rispetta delle regole ben precise. Nel Tempio di Mercurio una maglia modulare di 6 piedi di lato condiziona lo schema geometrico distributivo in pianta (Scheda C2.6) in modo che ogni spigolo o porzione di costruito non sia lasciato al caso ma segua delle proporzioni geometriche ben precise. Non si è potuto sapere con precisione il diametro delle nicchie sommerse, viceversa quelle delle nicchie del Tempio di Venere sono perfettamente misurabili in quanto le linee dimposta sono di poco superiori al piano di calpestio. Dalla forma circolare si passa a quella poligonale, di cui a Baia possediamo quella quadrata, rettangolare ed ottagonale. Quella quadrata è relativa solo alle volte a crociera (Scheda CR1) nel settore di Mercurio, ma tale piante non presentano caratteristiche geometriche di rilievo a parte una nicchia absidale comune anche alla sala della volta a botte (Scheda B1). Questultima presenta dei rapporti tra il lati di 2/1, mentre laltra affiancata di 2/3. E interessante notare come questo rapporto è quello consigliato da Vitruvio per alcuni ambienti di edifici termali. |