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Agnano


Agnano, un tempo famoso per il suo lago, sorto nel più antico vulcano sub-aereo dei Campi Flegrei, famoso per la macerazione della canapa, ereditò il suo nome, secondo la testimonianza dello Scherillo da Anauni, cioè serpente.

Stampa di Domenico Antonio Parrino:

Il lago Agnano in una stampa del 1751. In primo piano la cosiddetta "Grotta del cane".

Si narra infatti, che l’intera località era ricca di rettili, che specialmente nel periodo estivo, scendevano fino al lago per dissetarsi, formando a volte vere e proprie matasse animate. Successivamente divenne famosa per le sue settantacinque sorgenti termali, oltre che per i fanghi e le pratiche di stregoneria.

In quella località, sorge la famosa "grotta del cane", che misura un metro di larghezza e due di altezza. Essa fu così denominata, a causa dei poco umani esperimenti ivi praticati, secondo i quali, ai visitatori veniva offerta la visione dell’acido carbonico libero che si sprigionava, a causa di un insolito fenomeno, dal sottosuolo e che dato il suo maggiore peso specifico rispetto a quello dell’aria, rimaneva a non più di due palmi da terra; veniva quindi introdotta la bestia, che nel giro di tre minuti, costretta naturalmente dalla sua bassa statura a respirare la sostanza tossica, moriva.

 

Righe tratte da: Giuseppe Mormile, "DESCRITTIONE DI TUTTO L'AMENISSIMO PAESE DI POZZUOLO E LUOGHI CONVICINI" del 1670 dove si legge:
F Grottà  chiamata delli Cani, nella quale ogni cosa viva, che v’entra, muore. -  G Lago d’Agnano, che non produce altro che rane.

Oltre a questi insoliti fenomeni, Agnano diveniva famosa con Alfonso I d’Aragona, appassionato cacciatore. La località boschiva infatti, specificamente chiamata Astroni, dalla innumerevole presenza di sturnis (uccelli istorno) era ricca di cervi, cinghiali, fagiani ed ogni sorta di cacciagione, che trovava nella splendida e rara vegetazione, il suo ambiente naturale.

… Agnano, offre oggi, al posto dell’antico lago prosciugato e bonificato nel 1870, l’omonimo ippodromo, famoso per le numerose gare internazionali.

Gianni PICONE " Da Posillipo a Cuma "


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