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La magnetometria - Il bradisismo - La sismica |
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La magnetometria La magnetometria è una metodologia geofisica che si basa sullo studio delle anomalie magnetiche. Queste sono dovute alla variazione di suscettività magnetica (la capacità che ha un corpo di magnetizzarsi) che in generale cresce quando una roccia è vulcanica soprattutto se basica. Le rocce vulcaniche del distretto flegreo sono però di natura acida data la natura esplosiva del sito (Figura 4). Le anomalie magnetiche di questa zona sono a piccola lunghezza d’onda e sono molto ravvicinate: esse sono infatti dovute a sorgenti superficiali (le camere magmatiche) profonde al massimo 6 km.
Il bradisismo
Il bradisismo è un tipico fenomeno geofisico dei campi flegrei. Esso,
contrariamente ai movimenti repentini di un terremoto, è un lento
innalzarsi ed abbassarsi del suolo. Circa 6000 anni fa c’è stato un
innalzamento di circa 40 metri rispetto al livello del mare. In un
periodo più recente (fra gli anni ‘70 e gli anni ’80) gli abitanti di
questa zona, hanno notato un sollevamento del suolo di circa 3,5 metri
che purtroppo ha generato anche delle vittime.
Per questo fenomeno sono state formulate diverse teorie, ma due sembrano
essere le più accreditate. La prima ipotesi si basa sul principio che,
essendo i campi flegrei un distretto vulcanico, queste variazioni del
livello del suolo siano dovute al movimento delle masse magmatiche o
alle variazioni di caratteristiche chimico-fisiche delle rocce che
inglobano le camere magmatiche . La variazione di queste caratteristiche
produce una variazione di pressione e di temperatura delle rocce che si
trovano in prossimità dei serbatoi magmatici. L'aumento di pressione
genera deformazioni in queste rocce che si traducono nel caratteristico
sollevamento del suolo in superficie.
La sismica
I fenomeni vulcanici sono sempre preceduti da fenomeni premonitori che
rappresentano un “campanello d’allarme”. Una serie di caratteristiche
fisiche , come la deformazione statica del suolo ci aiuta a comprendere
la dinamica di un’eventuale attività vulcanica. La registrazione quindi
di eventi sismici diventa di primaria importanza, in quanto poterebbe
indicare il movimento delle masse magmatiche.
La figura 8 mostra una serie di mappe (slices) poste a diverse profondità in cui si può vedere come varia la velocità delle onde prime o di compressione (onde P). La velocità è più alta laddove i terreni hanno una densità maggiore mentre si abbassa dove i terreni hanno una densità minore subendo un’attenuazione. Gli ipocentri si trovano soprattutto nell’ultima slice che rappresenta uno spessore di terreno più profondo e sono localizzati nella zona di Pozzuoli.
Dall’attenta analisi dei sismogrammi si è potuto vedere che circa 10000
terremoti hanno seguito l’ultima fase di sollevamento dovuta al
bradisismo degli anni ‘70-‘80. Piccoli terremoti precedettero un sisma
dalla forte intensità avvenuto il 26 marzo del 1970. Appena, nel 1972,
iniziò il lento processo di abbassamento la crisi sismica si arrestò per
poi cominciare nel 1976 quando fu notato anche un incremento
dell’attività idrotermale delle fumarole nella Solfatara. Agli inizi
degli anni ’80, ci fu una nuova fase di sollevamento seguita da uno
sciame sismico con terremoti di una magnitudo compresa tra 0,6 e 4,2 con
ipocentri profondi 1,5 km - 5 km. Nel 1987 si sono manifestati
nuovamente terremoti soprattutto nella zona della Solfatara. Glossario: Roccia acida: roccia vulcanica con un contenuto in silice maggiore del 65%. Roccia basica: roccia vulcanica con un contenuto in silice minore del 65%. Coltre piroclastica: depositi vulcanici costituiti da ceneri e lapilli. Attività idrotermale: attività vulcanica che si manifesta con l’emissione di gas e flussi di acqua calda arricchiti in minerali. Stazioni analogiche: acquisiscono valori infiniti in modo continuo in un dato intervallo di tempo. Stazioni digitali: acquisiscono i dati secondo una frequenza di campionamento. Spettrogramma: rappresentazione dell’ intensità alle differenti frequenze ed ai vari istanti. Onde prime: le onde che si propagano per prime in terremoto, causano il movimento oscillante delle particelle del mezzo in cui si propagano provocandone la dilatazione e la compressione. Ipocentro: punto in cui si sprigiona l’energia di un terremoto, per cui esso può essere superficiale , intermedio o profondo. Sismogramma: registrazione del movimento sismico. Magnitudo: misura dell’energia liberata da un terremoto, si misura in scala logaritmica. |
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