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GEOFISICA DEI CAMPI FLEGREI |
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Introduzione
I Campi Flegrei sono stati da sempre un sito molto particolare per la
loro natura morfologica. Se immaginiamo di guardarli dall’alto possiamo
osservare una moltitudine di depressioni ed ondulazioni che si
intervallano con molta armonia, sembrerebbe infatti di osservare un
paesaggio lunare: in realtà queste forme cosi variegate sono dovute ad
oltre 50 centri eruttivi. Sicuramente la curiosità più evidente è quella
di capire perché si sia giunti a delle strutture così articolate. Una
prima risposta a questa domanda può essere trovata senz’altro nella
natura vulcanica del sito, ma analizzando la questione più in profondità
possiamo comprendere facilmente che dietro questa scena così armoniosa
vi siano una serie di parametri fisici che regolamentano l’attività
vulcanica. Siccome si parla di caratteri fisici legati alla geologia di
questo territorio si parlerà di geofisica dei Campi Flegrei.
Altitudine e reti geodetiche I diversi elementi dei Campi Flegrei sono caratterizzati da differenti altitudini rispetto al livello del mare. Questo comprensorio, vasto circa 150 km2, è delimitato a Nord-Ovest dal promontorio di Miseno la cui altitudine è di 167 metri ed a Sud-Ovest dall’isoletta di Nisida la cui altitudine è di 109 metri. Tra questi due elementi si estende il golfo di Pozzuoli con un livello altimetrico oscillante a causa del bradisismo. Proprio come un paesaggio lunare notiamo diverse zone depresse (antiche caldere) dovute all’attività vulcanica del sito: alcune sono state riempite di acqua formando, ad esempio, il lago d’Averno, altre, come la Solfatara, sono l’espressione dell’attività vulcanica che si manifesta mediante le fumarole. Il Monte Nuovo è un altro edificio vulcanico dall’altitudine di 120 metri che è situato fra Pozzuoli e Baia (figura 2).
Le caratteristiche fisiche di un sistema così complesso vengono
registrate attraverso diversi strumenti geofisici che acquisiscono i dati
di latitudine, longitudine, altitudine, deformazione del suolo, misure
di gravità, variazioni del livello marino, sismicità. La deformazione del suolo e la gravimetria
La deformazione del suolo può essere causata da diversi fattori come ad
esempio microsismi o la variazione della velocità di subsidenza. Le
deformazioni vengono studiate mediante l’uso di tacheometri e di
livelle, che servono a misurare le variazioni di altitudine in diversi
punti. Le diverse misure hanno evidenziato che negli ultimi anni vi è
stato un leggero abbassamento del suolo lungo la fascia costiera e lungo
via Campana dovuto ad un piccolo incremento della velocità di
subsidenza. Anche le variazioni del livello del mare sono trascurabili
tanto da indicare una certa stabilità del suolo
Negli ultimi anni non ci sono state significative variazioni di gravità
se non nell’area del Serapeo di Pozzuoli, dove ne è stata registrata una
diminuzione. Glossario: GPS = Global Position System, strumentazione che misura latitudine e longitudine di un punto sulla terra, servendosi del segnale inviato via satellite. Subsidenza = lento abbassamento di una parte della crosta terrestre dovuto al carico della stessa massa rocciosa. Tacheometro = strumento a cannocchiale destinato alla misura rapida degli angoli, dei dislivelli e delle distanze nei rilievi topografici. Livella = strumento usato per verificare l’orizzontalità di un piano. |
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