GEOFISICA DEI CAMPI FLEGREI

a cura di Carmen MILONE

Introduzione

I Campi Flegrei sono stati da sempre un sito molto particolare per la loro natura morfologica. Se immaginiamo di guardarli dall’alto possiamo osservare una moltitudine di depressioni ed ondulazioni che si intervallano con molta armonia, sembrerebbe infatti di osservare un paesaggio lunare: in realtà queste forme cosi variegate sono dovute ad oltre 50 centri eruttivi. Sicuramente la curiosità più evidente è quella di capire perché si sia giunti a delle strutture così articolate. Una prima risposta a questa domanda può essere trovata senz’altro nella natura vulcanica del sito, ma analizzando la questione più in profondità possiamo comprendere facilmente che dietro questa scena così armoniosa vi siano una serie di parametri fisici che regolamentano l’attività vulcanica. Siccome si parla di caratteri fisici legati alla geologia di questo territorio si parlerà di geofisica dei Campi Flegrei.
La geofisica è in generale una scienza in cui si applicano metodi della fisica per dedurre strutture e proprietà (densità, suscettività magnetica, moduli elastici, ecc) del sottosuolo mediante misurazioni in superficie. Mediante l’analisi e la correlazione di questi parametri sarà possibile poter dare una descrizione più completa dei Campi Flegrei (FIGURA 1).

Figura 1: Mappa dei Campi Flegrei che indica la presenza di tanti crateri
(da www.on.ingv.it)

Altitudine e reti geodetiche

I diversi elementi dei Campi Flegrei sono caratterizzati da differenti altitudini rispetto al livello del mare. Questo comprensorio, vasto circa 150 km2, è delimitato a Nord-Ovest dal promontorio di Miseno la cui altitudine è di 167 metri ed a Sud-Ovest dall’isoletta di Nisida la cui altitudine è di 109 metri. Tra questi due elementi si estende il golfo di Pozzuoli con un livello altimetrico oscillante a causa del bradisismo. Proprio come un paesaggio lunare notiamo diverse zone depresse (antiche caldere) dovute all’attività vulcanica del sito: alcune sono state riempite di acqua formando, ad esempio, il lago d’Averno, altre, come la Solfatara, sono l’espressione dell’attività vulcanica che si manifesta mediante le fumarole. Il Monte Nuovo è un altro edificio vulcanico dall’altitudine di 120 metri che è situato fra Pozzuoli e Baia (figura 2).

Figura 2: Fotografia satellitare dei Campi Flegrei
(da www.on.ingv.it)

Le caratteristiche fisiche di un sistema così complesso vengono registrate attraverso diversi strumenti geofisici che acquisiscono i dati di latitudine, longitudine, altitudine, deformazione del suolo, misure di gravità, variazioni del livello marino, sismicità.
Gli strumenti si trovano in particolari punti fissi della zona flegrea e formano, dagli anni ’60, diverse reti geodetiche che aggiornano continuamente gli studiosi sullo stato naturale della zona. Infatti il funzionamento del sistema di monitoraggio geodetico è reso possibile da un’acquisizione continua di dati. Ad esempio nei campi flegrei esistono 20 reti gravimetriche ed 8 stazioni GPS.

La deformazione del suolo e la gravimetria

La deformazione del suolo può essere causata da diversi fattori come ad esempio microsismi o la variazione della velocità di subsidenza. Le deformazioni vengono studiate mediante l’uso di tacheometri e di livelle, che servono a misurare le variazioni di altitudine in diversi punti. Le diverse misure hanno evidenziato che negli ultimi anni vi è stato un leggero abbassamento del suolo lungo la fascia costiera e lungo via Campana dovuto ad un piccolo incremento della velocità di subsidenza. Anche le variazioni del livello del mare sono trascurabili tanto da indicare una certa stabilità del suolo
Lo studio delle deformazioni del suolo, viene integrato con quello della gravimetria che misura l’accelerazione gravitazionale in diversi punti. La gravimetria viene usata per monitorare il movimento delle masse magmatiche e la presenza di cavità. Al centro del golfo di Pozzuoli sono state registrate anomalie gravimetriche negative, mentre nei pressi di Ischia e Procida sono state registrate anomalie gravimetriche positive. Le anomalie negative sono dovute al collasso calderico con conseguente caduta gravitativa delle rocce circostanti ; le anomalie positive sono dovute all’inserimento di magma all’interno delle fratture (faglie) createsi dopo la formazione della caldera (Figura 3).

Figura 3: Schematizzazione di una caldera con corrispondenti anomalie gravimetriche

Negli ultimi anni non ci sono state significative variazioni di gravità se non nell’area del Serapeo di Pozzuoli, dove ne è stata registrata una diminuzione.
L’analisi di questi primi due parametri fisici (deformazione del suolo e gravimetria) ci può dare una prima significativa descrizione morfologica dell’area flegrea che tendenzialmente risulta stabile.

  Glossario:

GPS = Global Position System, strumentazione che misura latitudine e longitudine di un punto sulla terra, servendosi del segnale inviato via satellite.

Subsidenza = lento abbassamento di una parte della crosta terrestre dovuto al carico della stessa massa rocciosa.

Tacheometro = strumento a cannocchiale destinato alla misura rapida degli angoli, dei dislivelli e delle distanze nei rilievi topografici.

Livella = strumento usato per verificare l’orizzontalità di un piano.