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TERREMOTI DELL’ANIMA |
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Questa poesia di Antonia Pozzi, e il successivo testo di Nicola Magliulo, sono dedicati ai bambini morti a S. Giuliano di Puglia ed, in particolare, ai genitori Colantuono che dopo aver perso quindici giorni prima un figlio perché gravemente malato, ne hanno perso il secondo, Mario, nella scuola crollata. |
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Non trovo più il mio libro di
filosofia |
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Il libro di filosofia perso, anche le domande annientate. Solo il passare del tempo ci restituirà, come sempre, una crudezza meno annichilente? Domandare è la pietà del pensiero, possibile soltanto dopo che la straripante insensatezza dell’evento ha mollato un po’ la presa paralizzante su respiro e stomaco. Quando il pianto del cuore, insanguinato e slabbrato, è divenuto già tristezza, quasi dolcezza consolante. Amore che risorge solo quando i tormenti che sfigurano l’anima si attenuano. Il dolore però può trattenere per sempre chi lo patisce e strappargli una
promessa di fedeltà come unica possibile ribellione al Fato: non
dimenticarmi e non tradirmi in un Senso. Qualcuno si ricorda che la prevenzione non è medicina onnipotente: ciò che
gli antichi sapevano e che mai tecnica può essere più potente del Destino. La vita spezzata si dice: cioè il braccio reso monco da un sol colpo. Ma cosa possiamo fare noi, che crediamo di non credere, se non guardare il dolore senza infingimenti e senza volgere il capo, senza seppellirlo con concetti e parole dettati da spavento e bisogno di salvare il proprio benessere materiale/spirituale? Cosa possiamo fare se non tenerlo tra le braccia come tengono le Madri delle cosiddette Pietà il Figlio morto? Ma come, e quando mai, una madre potrebbe avere appena “pietà” per il figlio morto? Nicola Magliulo |
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(Terremoti - Foto di Peppe Del Rossi) |
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Questa foto fa parte della serie "Grigio Parigi". Peppe Del Rossi |