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IN MORTE DI ELIO FIORE |
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Si sono tenuti a Roma il 28 agosto i funerali del poeta Elio Fiore. Ci eravamo occupati di lui in un precedente servizio della nostra rubrica, cui rimandiamo per altre notizie sulla sua vita ed opera. Quello che segue è solo un breve ricordo di un nostro collaboratore che gli era anche amico. |
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Elio mi ha costretto a volergli bene, e quasi subito mi sono affezionato a lui.
E’ come se in quel flusso di telefonate, di lettere, di parole, balenasse un’espressione di umana riconoscenza, bella come lo sguardo malinconico e struggente di un cane che ti gira intorno e fa festa quando ti rivede. Ecco, Elio ti tirava per la giacca come un bambino che manderesti al diavolo per le sue insistite, pressanti, richieste di attenzione, ma cui si finisce sempre con il volere un gran bene.
In una lettera, datata 2 agosto 2002, mi aveva scritto: «…ieri sera a Caracalla ho visto il balletto “ Gerusalemme” con Carla Fracci. Stupendo! L’umanità dovrebbe raggiungere la pace vera del cuore e instaurare sulla terra la vera vita, la gioia, il tempo della Poesia! Ma ancora tutto è lontano! Ma verrà il giorno della Luce e della Resurrezione: ne sono certo!».
Animali, bambini, matti, poeti: il mondo non sarà salvato o guarito da loro, e da nessuno, eppure senza di loro la nostra vita sarebbe peggiore, più monotona, seriosa, priva di aria e di suoni, di gioia.
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