UN PUTEOLANO AD ASSISI

di  Nicola Magliulo

La critica

Decisamente un lavoro impegnativo per Raffaele Ariante questa serie di quadri che hanno come tema il viaggio, un archetipo proposto come metafora.

Un percorso quasi rituale che, attraverso l’insieme delle immagini, suggerisce una sorta di interpretazione della sacralità dell’esistenza. Il punto di partenza e il punto di approdo sono contigui come una specie  di ciclo cosmico in cui i simboli rappresentati dalle figure delle maternità, presenti pressoché in tutte le stazioni - alternate dalla nascita degli astri, il sole, la luna - i paesaggi, le architetture, nella loro essenziale semplicità, raccolgono l’attuale welltanschauung dell’autore, da sempre sensibile a metafore che richiamano solide situazioni originarie.

Un mondo circolare, che fa toccare tra di loro gli estremi, da cui ci si allontana soltanto per ritornare, nascita ri-nascita. Rimandi a filosofie esistenziali affascinanti sono quasi automatici.

Decisive, come per altre produzioni, le scelte cromatiche, che rivelano coerenza e maturità. Toni accesi e fissi, colori fondamentali di impasto denso, taluni addirittura integrati dalla presenza dello stucco nel pigmento, congruenti con gli assunti descrittivi e allegorici.

Un’opera ragionata, complessa, di respiro ampio che rappresenta una svolta nell’iter del pittore. Segna un traguardo nell’interesse. Soggetti e forme trovano una consonanza quasi totale e nei personaggi, nei segni, nel colore, negli spazi, circola un’unica linfa che sembra coordinarli.

Il viaggio è un tema che ha da sempre attratto gli artisti. Ariante lo affronta con la serenità e la gioia di vivere che è il costante sostrato della sua produzione, in maniera lirica, incantata, con una prevalenza di colori primari e di forme semplici come i suoi sentimenti.

Enrico Sciamanna
Critico d’Arte

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