Vairano Patenora


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Vairano Patenora, situata nella piana del Volturno alle pendici del Subappennino Campano, comincia ad essere abitata già nell’età della Pietra come ci attestano i numerosi utensili in selce rintracciati sul Monte Catreola.

Ai piedi di quest’ultimo si collocano resti di capanne risalenti all’età del Bronzo (XVIII-XI sec. a.C.) e necropoli attribuibili all’età del Ferro (VIII-VII sec. a.C.).

Tra il X e il V sec. a.C. fu occupata da diverse civiltà tra cui Opici ed Etruschi. A partire invece dal V sec. a.C., il territorio verrà occupato dai Sanniti che realizzeranno, sui monti della zona, una serie di centri fortificati.

Intorno al III sec. a.C. la città passerà in mano ai Sidicini, ma il dominio romano sul territorio è già presente. In epoca tardo-antica e medioevale l’abitato sembra spostarsi in altura, in prevenzione delle numerose invasioni barbariche che colpirono il territorio. Sarà proprio in questo periodo che comincerà a svilupparsi, prima sotto il dominio dei Longobardi e dei Normanni poi, uno dei più importanti gastaldati della contea di Teano.

L’intero abitato si sviluppa attorno al castello fatto riedificare da Innico II d’Avalos quasi alla fine del 1300 dopo le aspre lotte interne che videro la distruzione di una prima struttura risalente al periodo normanno. Un documento del 1271 ci attesta, infatti, la rivalutazione dell’antico castrum che fu racchiuso in nuove mura.

In questo periodo la sua configurazione passo da quella di torrione isolato all'aspetto quadrilatero con torri angolari (con feritoie ed affacciate, di cui la più grande ha un ingresso consistente in un atrio scoperto) che ha sostanzialmente conservato fino ad oggi.

Nella poderosa cinta muraria si aprivano la Porta Olivo, la Porta di Mezzo e la Porta Castello.

Intorno al 1500 la struttura sostenne gli assedi di Carlo VIII e subì danni ingentissimi e fu restaurata solo nel 1628 sotto la signoria di Antonio Mormile. Alla famiglia di quest’ultimo, il feudo rimase sino al 1806, periodo dell’entrata in vigore della legge sull’abolizione del feudalesimo.

A circa tre chilometri da Vairano vi è l’abbazia della Ferrara, fondata nel 1100 e appartenuta ai monaci cistercensi con la vicina chiesa di Santa Maria de Ferraria del 1171, il cui nome deriva dal monaco che la costruì, che si chiamava De Ferrari.

dott.ssa Diletta Colombo

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