Teano


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Teano, ricordata da Strabone come antica Teanum Sidicinum, sorge sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, dove una volta si incontravano la via Appia e la via Latina. Prima di divenire il centro più importante del dominio sidicino venne occupata dagli aurunci. I Sidicini furono gli ultimi a cedere alla potenza di Roma.

Dopo la conquista romana Teano (340 a.C.) divenne Municipio romano e conobbe un periodo di grande sviluppo. La città resistette agli attacchi di Annibale solo fino a quando, da Capua, il cartaginese si mosse alla volta di Roma.

Nel medioevo fu contea longobarda e poi dominio normanno. A questo periodo risale il castello eretto da Landinolfo, un conte di Capua, che fu ucciso poco dopo dalla moglie e dal fratello. Il maniero passo quindi a vari feudatari tra cui i Carafa della Marra, fino a quando nel 1750 divenne proprietà dei Gaetani.

Da visitare sono, inoltre, la Chiesa di S. Benedetto e la Chiesa di S. Francesco, entrambe restaurate nel 1700 ed il Duomo eretto nel 1116 e danneggiato durante la seconda guerra mondiale. Episodio celebre della storia di Teano fu l’incontro tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, avvenuto nel 1860.

Il teatro romano

Il teatro, che faceva parte di un complesso santuariale del quale costituiva una sorta di scalinata d’accesso alla terrazza superiore (dove si trovava il tempio), venne costruito attorno al 120-100 a.C.

Una prima ristrutturazione si ebbe in età augustea, mentre un grande ampliamento fu realizzato all’inizio del III secolo d.C. quando il teatro raggiunse proporzioni colossali (85 metri di diametro) e fu dotato di una scena molto imponente alta 24 metri e di una ricca decorazione.

Gran parte dei preziosi marmi che decoravano la struttura sono stati recuperati nel corso dei recenti scavi. Il teatro venne infatti distrutto da un violento terremoto e la scena crollò ripiegandosi su se stessa; le macerie che vi si accumularono nel tempo la protessero da spoliazioni successive.

La presenza negli strati di crollo di elementi architettonici di diverse dimensioni ha permesso di ricostruire il grandioso frontescena, scandito da colonnati ornamentali sistemati su tre ordini.

dott.ssa Diletta Colombo

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