Sessa Aurunca


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Sessa Aurunca, cittadina sulle basse pendici prappenniniche, sorge non lontano dal confine con il Lazio (per questa fu chiamata anche "Latium adiectum"), lungo le pendici meridionali dell'antico vulcano di Roccamonfina.

La sua origine è antichissima. La fondazione dell'abitato si deve agli aurunci, che lo chiamarono Suessa. Quest’ultimi batterono moneta proprio con la scritta Suesano e le effigi di Apollo e di Ercole.

Nel 209 a.C. non volle allearsi con Roma contro Annibale ma nel 90 a.C. divenne municipio romano.

Sessa è circondata da mura medioevali fornite di torri cilindriche. Il castello, costruito probabilmente nel nell’879 a.C., vide ospite Federico III di Germania.

Con l’arrivo dei Marzano il maniero fu ampliato e fortificato con ben sedici torri che andarono distrutte in gran parte nel 1689. Ma Suessa ebbe anche un altro castello, quello di Carlo d’Angiò costruito nel 1276, di cui ora rimane una sola torre.

Da ricordare sono anche lo splendido duomo, principale monumento della città, costituito soprattutto da materiale di spoglio romano, e la chiesa di Santa Maria delle Carceri.

Nei dintorni si segnalano il ponte degli Aurunci, imponente struttura romana in laterizi nei pressi della via Appia, e la località balneare di Baia Domizia.

Il teatro romano

Il teatro di Sessa Aurunca si distingue per la sua monumentalità e imponenza: dopo una prima fase di età repubblicana e una risistematine di età augustea, venne ristrutturato e ingrandito in età Adrianeo-Antonina.

Poggia sul fianco di una collina in posizione panoramica sul mare e vi si accedeva attraverso una basilica che fungeva da elemento di raccordo tra il teatro e la città.
Il teatro di Sessa è sicuramente uno dei più sfarzosi teatri di epoca romana: gli scavi hanno restituito una impressionante quantità di marmi policromi e di sculture, tra le quali si segnala la statua di Matidia/Aura (oggi esposta al Castello Ducale Sessa Aurunca), che ha promosso il rifacimento e l’abbellimento del teatro.

Come il teatro di Teano anche quello di Sessa venne distrutto da un terremoto.

dott.ssa Diletta Colombo

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