Sant'Angelo in Formis


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Sant’Angelo in Formis, piccolo centro alle falde del monte Tifata, comincia ad essere abitato durante la prima età del Ferro, come ci attestano le necropoli con sepolture ad incinerazione rintracciate poco lontano dal santuario dedicato a Diana Tifatina.

La leggenda narra che il santuario, collocato nella zona più alta, fu fondato da Ifigenia, figlia di Agamennone, in onore della dea Diana che le aveva garantito la salvezza dal sacrificio.

Il santuario rimarrà, anche in epoca romana, uno dei centri religiosi più importanti della Campania.

Al periodo romano è da far risalire l’antico acquedotto da cui deriva l’appellativo "in Formis". La denominazione S. Angelo deriva invece dalla presenza della basilica dedicata al santo eponimo che viene a collocarsi proprio sui resti del tempio di Diana.

La basilica di S. Angelo in Formis risale probabilmente al VI sec. d.C. Notizie certe si hanno solo per il 930 quando il vescovo Pietro I la donò ai benedettini cassinesi. Nel 1065 poi passò a Riccardo principe di Capua e conte di Aversa che la restituì a Montecassino e all’abate Desiderio.

La basilica è a tre navate ed è decorata con capitelli corinzi e pavimenti probabilmente appartenenti al tempio di Diana. Famosi sono gli affreschi interni del complesso che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

dott.ssa Diletta Colombo

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