Santa Maria Capua Vetere


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Anfiteatro

Il grandioso anfiteatro della città di Capua, secondo in ordine di grandezza solo al Colosseo, sorse all’inizio del II secolo d.C., sui resti di un precedente anfiteatro di epoca repubblicana in cui si esibì il celebre gladiatore Spartaco.

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Dopo l’abbandono della città e la sua distruzione operata dai Saraceni nell’841, l’edificio venne utilizzato come una vera e propria cava di materiali fino al 1826, quando Francesco I di Borbone, con regio decreto, pose fine alle spoliazioni e diede inizio alle operazioni di scavo e restauro dell’edificio.

Ben poco rimane del suo rivestimento in calcare e della sua decorazione marmorea; degli oltre duecento busti che decoravano le chiavi di volta delle arcate restano in situ solo il busto di Giunone o Vesta e quello di Diana; gli altri furono in parte distrutti, in parte riutilizzati (alcuni sono murati nel Palazzo Municipale di Capua).

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L’edificio, che misura all’esterno 167x137 m, poteva contenere fino a 60.000 spettatori, aveva quattro ingressi principali, posti in corrispondenza dei punti cardinali, ed un doppio porticato esterno per la rapida distribuzione del pubblico.

L’arena interna, leggermente convessa per permettere il deflusso delle acque piovane, presenta una serie di botole utilizzate per l’introduzione, mediante argani e carrucole, degli apparati scenici e chiuse, durante gli spettacoli, da tavole lignee ricoperte di sabbia.

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I sotterranei, ottimamente conservati e particolarmente suggestivi, erano utilizzati per immagazzinare le attrezzature di spettacolo; non sono state invece rinvenute tracce di strutture adeguate ad ospitare animali per lungo tempo: questo fa supporre che venissero portati nei sotterranei solo poco tempo prima dello spettacolo.

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Nei sotterranei è ben visibile il sistema di canali utilizzato in antico per la pulizia dell’edificio; essi convogliavano l’acqua destinata alla pulizia dei sotterranei e dell’arena sovrastante da una cisterna posta a est dell’anfiteatro. Questo vero e proprio fiume che trascinava i rifiuti, la sabbia sporca e i resti degli animali, gettati nei sotterranei alla fine degli spettacoli, defluiva attraverso le fognature poste a nord e a sud dell’anfiteatro.

dott.ssa Diletta Colombo

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