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Posti barca:
tensione e prezzi alle stelle - Il caso di Baia
Baia.
Salgono alle stelle tensioni, polemiche e prezzi per il noleggio di
posti barca nell’area flegrea. La cooperativa dei portuali di Baia,
l’unica sul territorio, è sull’orlo del fallimento. Le concessioni
per l’estate ventura sono a rischio per il mancato accordo tra i
concorrenti per la gestione degli specchi acquei.
Per
gli storici operatori di Baia l’accordo sulle concessioni dei pontili
galleggianti deve essere raggiunto subito altrimenti saranno costretti,
dopo oltre 130 anni di attività, a lasciare per sempre l’insenatura
dei Cesari.
“La
nostra cooperativa rischia il fallimento – spiega il presidente
Antonio Pelliccia -. Dodici famiglie si trovano in serie difficoltà:
nostra unica fonte di reddito è l’attività estiva a Baia, ma non
c’è tutela per noi. Siamo oramai all’ultima spiaggia”.
Non
c’è l’accordo tra i vari soggetti che hanno presentato richiesta in
Capitaneria per la concessione degli specchi acquei da destinare
all’attracco dei natanti dal primo giugno al 15 settembre prossimo.
Dopo gli scioperi degli operatori portuali, gli interventi del sindaco
Antonio Illiano e le proposte dell’ammiraglio Francesco Donato, si è
tenuto un incontro a palazzo Santa Lucia.
“La
Regione – spiega Donato – ha condiviso la linea della
Capitaneria e si è impegnata a dare assicurazioni ai privati per il
rilancio di concessioni conformi al piano di ormeggio. Resta fermo il
mio provvedimento di archiviazione delle pratiche, ma l’attività
istruttoria non potrà essere conclusa nell’immediato”.
Proprio
sulla gestione dei posti barca nella stagione ventura trovano fondamento
riserve e polemiche di 7 concorrenti su 10. Tutti gli operatori, infatti,
vorrebbero iniziare a lavorare sin d’ora, ma ciò non è possibile per
insormontabili problemi tecnici. Non c’è infatti il tempo per
effettuare i sondaggi archeologici, acquisire tutte le autorizzazioni ed
i pareri e montare gli ancoraggi sui fondali.
“Abbiamo
investito oltre 600 milioni nelle strutture da diporto, la
liquidazione, tutti i risparmi – incalza il presidente
della cooperativa di Baia -: la nostra cooperativa si è infatti
convertita in seguito al limite di pescaggio imposto dal Ministero, e
non per scelta. Dopo tanti sacrifici e lavoro onesto ci sentiamo
scavalcati dai primi venuti”.
Monta
la polemica tra gli storici operatori portuali, ormeggiatori,
spedizionieri e membri del consorzio nautico. Si inserisce a metà
l’invito alla conciliazione del comandante del comprensorio marittimo
campano.
“Il
piano degli ormeggi proposto – afferma l’ammiraglio Donato –
è stato accettato nelle sue linee di massima da tutti i soggetti;
occorre però risolvere conflitto tra le parti. Rinnovo il mio invito
alla ragionevolezza ed al buon senso perché in questo modo non si fanno
gli interessi di alcuno, e soprattutto non si fanno gli interessi della
città di Bacoli”.
Viceversa,
mentre i concorrenti di Baia continuano a litigare, gli altri operatori
sono tutti d’accordo nell’aumentare i prezzi dei posti barca. Per un
natante di dimensione inferiore ai 7 metri la spesa è di 2
milioni e mezzo a Miseno (acqua ed elettricità esclusa), mentre a
Pozzuoli si aggira intorno ai 3 milioni e mezzo, 4 milioni. Quasi il
doppio delle somme richieste lo scorso anno, e non ci sono sconti.
“È
la legge del mercato – commenta, infine, Giuseppe Menna,
comandante dello scalo puteolano – impossibile trovare una
soluzione”.
Rimandate
indietro anche imbarcazioni straniere.
Maria Pirro |