La riapertura

I ricordi

 

 

servizio a cura di:
 Maria PIRRO


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Le testimonianze


Bacoli. Il complesso borbonico ha ospitato nel corso del tempo personaggi illustri come Giuseppe II, Mozart e Rossini, lo zar di Russia, il principe Metternich, Vittorio Emanuele III e, nella metà degli anni ’50, il presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Pochissimo si conosce, però, della recente storia del padiglione progettato, nel 1782, da Carlo Vanvitelli.

Per questa ragione, gli operatori hanno rintracciato alcuni dipendenti in pensione ed anziani frequentatori dell’ex C.I.T.C.: le loro testimonianze hanno arricchito la storia già scritta.

 

  • “Ricordo che una delle figure più care è stata quella del Presidente Einaudi e della sua consorte, la sig.ra Ida, che amava trascorrere lunghi periodi di vacanza nella Casina Reale. Quando giungeva da queste parti non amava essere accompagnato dalla scorta ed era spesso in compagnia di una persona del posto, Pasquale Mazzella, detto Polpetta. La signora era, invece, attratta dagli incantevoli tramonti che si possono scorgere dalla terrazza della Casina reale.
    Il motivo per il quale avrò nei suoi confronti eterna riconoscenza è legato ad un’intervista apparsa un giornale dell’epoca: la signora affermò, infatti, che una delle ragioni per le quali amava recarsi alla Casina del Fusaro era l’inimitabile zuppa di pesce preparata da me”

 

  • “Ricordo che il Presidente Giovanni Gronchi si recò a far visita alla struttura del Fusaro. Per l’occasione era in programma una battuta di pesca nelle acque del lago. Tutto era stato predisposto ed io ero un giovanissimo impiegato ed avvertivo tutto il peso di quell’importante appuntamento, allorquando si verificò un imprevisto: oltre ai pescatori del Fusaro si presentarono quelli di Mergellina, che intendevano partecipare alla battuta con loro imbarcazioni”.

 

  • “Ricordo, come fosse ieri, che mio padre annunciò la visita del Re presso la nostra casa colonica di Cuma ed ordinò ad un noto ristorante di Napoli di preparare un adeguato rinfresco per l’occasione. Ero la più piccola della famiglia e perciò fui incaricata di recitare una poesia di benvenuto. Il Re alloggiava già da qualche giorno presso la Casina Reale del Fusaro e finalmente lo notammo giungere da lontano scortato da un gruppo di cavalieri, erano pressappoco una decina. Ero piccolissima e, presa dall’emozione, non fui più capace di recitare: toccò a mia sorella, così, declamare la poesia al posto mio. Gli ospiti andarono via solo quando non una goccia di vino rimase nelle bottiglie e l’ultimo vassoio fu ripulito. Vittorio Emanuele III tornò altre volte a caccia al Fusaro e, in una delle occasioni successive, ricordo, era in compagnia dell’infante di Spagna.”

I preziosi racconti, una volta catalogati, saranno esposti accanto alle biografie degli “ospiti illustri”, esposte nella galleria.