La riapertura

I ricordi

 

 

servizio a cura di:
 Maria PIRRO


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10/01/2002

La Casina Vanvitelliana racconta la sua storia


Bacoli. Prima l’abbandono ed il lento degrado, ora il recupero ed il rilancio del sito negli itinerari culturali dei Campi Flegrei: la storia della Casina Vanvitelliana volge a lieta fine con l’apertura al pubblico di tutte le sale dell’edificio.

La struttura poligonale, che per più di 40 anni è stata esclusa dai percorsi turistici, ma utilizzata come deposito di materiale in disuso e come sede amministrativa dell’ex Centro ittico tarantino campano, è stata adibita a museo dai sei dipendenti, sotto l’egida del presidente Gianni Picone.

Il padiglione per la pesca e la caccia è già visitabile previa prenotazione: sarà aperto al pubblico, per la prima volta, ogni giovedì sabato e domenica, a cominciare dall’ultima settimana di gennaio. L’ingresso è gratuito. 

Dopo quasi due secoli di saccheggi, contestati restauri ed abbandono, il Casino Reale torna così a fiorire sulle sponde del lago Fusaro: l’opera di riqualificazione è iniziata dall’allestimento della “Galleria degli ospiti illustri” nelle sale laterali, dove sono state sistemate biografie e fotografie d’epoca che ricordano i principali momenti della storia del complesso borbonico. Nell’ampio salone al piano superiore sono esposte, invece, alcune copie dei bozzetti raffiguranti le “Quattro stagioni” del pittore Hackert (i dipinti originali furono trafugati nei giorni della rivoluzione del 1799, mentre i bozzetti autentici sono custoditi nel museo di Norimberga), mentre negli ambienti minori sono sistemate un’urna contenente frammenti della pavimentazione, presumibilmente originaria, del piano superiore e del calpestio esterno, stampe e riproduzioni della doppia lettura cromatica, cui fu soggetta nel corso del tempo la Casina sospesa sul lago.