Bacoli.
Prima l’abbandono ed il lento degrado, ora il recupero ed il rilancio
del sito negli itinerari culturali dei Campi Flegrei: la storia della
Casina Vanvitelliana volge a lieta fine con l’apertura al pubblico di
tutte le sale dell’edificio.
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La
struttura poligonale, che per più di 40 anni è stata esclusa dai
percorsi turistici, ma utilizzata come deposito di materiale in
disuso e come sede amministrativa dell’ex Centro ittico tarantino
campano, è stata adibita a museo dai sei dipendenti, sotto
l’egida del presidente Gianni Picone. |

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Il
padiglione per la pesca e la caccia è già visitabile previa
prenotazione: sarà aperto al pubblico, per la prima volta, ogni giovedì
sabato e domenica, a cominciare dall’ultima settimana di gennaio.
L’ingresso è gratuito.
Dopo
quasi due secoli di saccheggi, contestati restauri ed abbandono, il
Casino Reale torna così a fiorire sulle sponde del lago Fusaro:
l’opera di riqualificazione è iniziata dall’allestimento della
“Galleria degli ospiti illustri” nelle sale laterali, dove sono
state sistemate biografie e fotografie d’epoca che ricordano i
principali momenti della storia del complesso borbonico. Nell’ampio
salone al piano superiore sono esposte, invece, alcune copie dei
bozzetti raffiguranti le “Quattro stagioni” del pittore Hackert (i
dipinti originali furono trafugati nei giorni della rivoluzione del
1799, mentre i bozzetti autentici sono custoditi nel museo di
Norimberga), mentre negli ambienti minori sono sistemate un’urna
contenente frammenti della pavimentazione, presumibilmente originaria,
del piano superiore e del calpestio esterno, stampe e riproduzioni della
doppia lettura cromatica, cui fu soggetta nel corso del tempo la Casina
sospesa sul lago.
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