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MONTE DI PROCIDA - Si accederà ai
colombari di Cappella da una scalinata, mentre i due affreschi dedicati
al dio Dionisio e oltre quaranta loculi e urne del II secolo dopo Cristo
saranno visibili sporgendosi dai parapetti e anche dalla strada.
Le tre tombe monumentali dell’antica Necropoli romana (dove è stata
ritrovata anche un’epigrafe funeraria di un marinaio semplice, un certo
Tiberius Claudius Phoebo) saranno, invece, protette da coperture in
vetro posizionate nel centro della piazza di Cappella. E qui, sarà
allestito presto il primo Museo della flotta imperiale di Miseno. Il
progetto è allo studio dell’ufficio tecnico di Monte di Procida, il
Comune è appena rientrato in possesso dell’area archeologica, tre anni e
mezzo dopo la scoperta della necropoli dove venivano sepolti ufficiali e
sottufficiali della Marina romana. Nella fase di scavo sono stati
ritrovati anche diversi scheletri e ossa umane. Ma soltanto alcuni degli
edifici funerari - realizzati dai romani lungo il sentiero di
collegamento tra il porto Miseno e l’acropoli di Cuma - sono stati
recuperati e in modo casuale, durante i lavori di riordino dell’arredo
urbano.
La custodia della piazza di Cappella venne così affidata alla
Sovrintendenza ai beni archeologici che, nell’ambito del Piano
territoriale dei Campi Flegrei, ha effettuato il primo intervento di
studio e di restauro conservativo del complesso storico sotto l’egida
della responsabile di Baia, Paola Miniero.
L’area è stata appena restituita al Comune, e il sindaco Pippo Coppola
ha grandi progetti in mente. Innanzitutto, l’unico sito archeologico
montese sarà inserito, ha annunciato Coppola, nella kermesse del Maggio
dei monumenti 2004 e così reso fruibile immediatamente. Il recupero
della Necropoli di via Cappella è il primo progetto finanziato dal Piano
intergrato territoriale che è stato già completato nel comprensorio
flegreo.
LE IMMAGINI
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