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Giovedì 6 giugno la proiezione all'Archivio diaristico di Arezzo |
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A
conferire al racconto di Costantino un ulteriore fascino di immediatezza e
di verità contribuisce, infine, la lingua della sua scrittura. Costantino
parla esattamente coma scrive, e viceversa; la sua scrittura risulta come
una specie di trascrizione diretta del passato. Una scrittura incolta,
pressoché ignara delle elementari regole dell’ortografia, fortemente
connotata da segnali dialettali sardi..., o da anacoluti sintattici..., o
da un uso improprio dei tempi verbali... E
Tuttavia una scrittura di grande efficacia espressiva proprio nella sua
viva immediatezza». Così
il docente universitario di Letteratura italiana, Vittorio Russo, presentò
il racconto autobiografico di Costantino Congiu, «un illetterato» di
Pozzuoli. Il
72enne, finalista nel 1996 al Premio Pieve S. Stefano, è ora diventato il
protagonista di un film di Nanni Moretti, che sarà proiettato mercoledì
5 presso l’Archivio diaristico di Arezzo. La
produzione Rai è stata realizzata un anno fa nei locali del Caffè
letterario Intra Moenia a piazza Bellini perché editore del libro di
Costantino, nella casa di Monterusciello dell’autore, a Sassari, la sua
città natia. In
esclusiva, un passo dello Scafamara di Costantino, «figlio di madre e di
padre sconosciuto» (-sordisce-), e nella vita venditore ambulante di
giornali, gelataio, operaio e, soprattutto, cameriere. Ma anche padre, e
nonno da qualche anno.
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