|
Non è una nuova tecnica fotografica, potremmo
definirla un "modus operandi" intorno al quale si è sviluppato un
movimento artistico (Lomography) con oltre 25.000 aderenti, un congresso
mondiale con molte ambasciate lomografiche in tutto il mondo. Il gran
numero di siti internet dedicati alla lomografia danno subito l'idea della
portata di questo particolare fenomeno.
Anche la rivista d'Arte on-line Exibart riporta testualmente: "La
lomografia è una vera e propria corrente culturale, gli appassionati e i
cultori di questa piccola e semplice macchina fotografica a mirino
galileano hanno una loro "Lomosofia" sintetizzata nelle 10 regole auree
ufficiali:
-
Porta la tua lomo ovunque tu vada
-
Usala sempre giorno e
notte
-
La lomografia non è un'interferenza nella tua vita, ma parte di
essa
-
Avvicinati il più possibile agli oggetti del tuo desiderio lomografico
-
Non pensare
-
Sii veloce
-
Non devi sapere in anticipo
cosa verrà catturato dalla tua pellicola
-
Non devi saperlo neanche
dopo
-
Spara dall'anca
-
Fregatene delle regole
Questa mini macchina fotografica progettata da una società dell'Unione
Sovietica, LOMO (acronimo di Leningràdskoe Optico Mechanischéskoe
Objedienieine - Sindacato degli Ottici e dei Meccanici di Leningrado),
specializzata in strumenti ottici per l'esercito: ancora oggi viene
realizzata manualmente a S. Pietroburgo, ma in numero limitato.
Io ho avuto la fortuna, 9 anni fa circa, di comprarne un esemplare, con
impressa la sigla USSR, al mercatino dei Polacchi "sulle palazzine" (ex
Rione Palazzine) di Pozzuoli al modico prezzo di £ 30.000.
In pratica, questo apparecchio fotografico è in grado di produrre
fotografie ricche di luce e di colore, anche in scarsa presenza di luce.
Infatti la resa migliore si ha quando si fotografa negli interni o le luci
notturne della città. Tutto ciò è reso possibile da un sensibilissimo
esposimetro, dalle particolarità delle lenti e dei rivestimenti ottici.
Dietro questa semplice spiegazione tecnica, si avverte (e questa è
sicuramente l'aspetto più interessante) un bisogno di aprirsi ad una
dimensione creativa collettiva; "l'anarquia fotografica" della lomografia, così definita da un sito internet in lingua spagnola, esprime
il desiderio di uscire dai vecchi apparati giustificativi dell'Arte.
Ho iniziato questo viaggio lomografico con una foto scattata quasi
inconsapevolmente, attenendomi scrupolosamente alla 7^ e 8^ regola d'oro
della Lomography:
"Non devi sapere in anticipo cosa verrà catturato dalla
tua pellicola... Non devi saperlo neanche dopo".
|