GLI ACQUEDOTTI ROMANI DI SERINO

Questi acquedotti, come tutti gli acquedotti romani, funzionavano a “gravità”; lo schema altimetrico della tavola IIa indica un esempio generico di tali opere: il manufatto di presa (incile), il lungo canale in muratura (rivus) che trasportava le acque anche a più di cento chilometri di distanza, le gallerie scavate per perforare le montagne, i ponti-canale per attraversare le valli con ampi muri ed archi (sostruziones, arcuaziones), se del caso le condotte in piombo saldato, sino alle vasche di carico alimentanti le reti idriche cittadine (castella aquae).

Esempio di tubazioni in piombo per la distribuzione idrica

Esistevano anche le opere necessarie ad un corretto funzionamento e gestione come le piscine limariae (sedimentatori), i fori di aerazione per le gallerie (lumina) ed altre. (Tavola IIa).

Tavola IIa

 

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